Biografia

Tullio Vallino (1902–1958)

Formazione e prima attività legale

Tullio Vallino nacque a Milano nel 1902. Dopo gli studi giuridici, avviò la propria attività forense nel capoluogo lombardo. Nel 1925 fondò lo Studio Legale Vallino, che continua tuttora la propria attività. Negli anni tra le due guerre consolidò la propria posizione nell’ambiente forense milanese, esercitando la professione in un contesto politico progressivamente segnato dal regime, senza mai richiedere la tessera del Partito Nazionale Fascista.1

Attività nella Resistenza, detenzione e sostegno al Partito d’Azione e al CLN

Durante la Seconda guerra mondiale Vallino fu attivo nell’area antifascista milanese, iscritto al Partito d’Azione2 e alle reti del Comitato di Liberazione Nazionale3 (CLN). Il fondo documentario conserva tracce di un’attività concreta e operativa: pizzini e comunicazioni rapide, corrispondenza relativa ad arresti e repressioni, elenchi di assistenza ai detenuti, materiali collegati alla circolazione di informazioni e alla rete di supporto ai perseguitati.
Nel 1944, dopo un periodo di latitanza, fu arrestato e detenuto nel carcere di San Vittore a Milano.4 Dopo la scarcerazione, avvenuta nello stesso anno, riprese a collaborare alle attività della Resistenza, soprattutto sul piano organizzativo e dell’assistenza: promosse la consegna di pacchi ai detenuti, raccolse informazioni sui deportati e diresse, fino alle dimissioni, il Centro di assistenza “Poldo Gasparotto”.5 Dopo la Liberazione, insieme a un gruppo di avvocati legati al CLN, partecipò inoltre all’occupazione del Palazzo di Giustizia di Milano.1

Assessorato al Comune di Milano, attività elettorale e “Il Foro Padano”

Il 27 aprile 1945 Vallino entrò nella giunta comunale di Milano guidata dal sindaco Antonio Greppi, ricoprendo l’incarico di assessore allo stato civile.6 Nel 1946 fu candidato all’Assemblea Costituente nelle liste della Concentrazione Democratica Repubblicana, formazione che riuniva esponenti dell’area azionista e repubblicana, senza risultare eletto. Nello stesso contesto si colloca la fondazione della rivista giuridica Il Foro Padano (1946), iniziativa editoriale che testimonia la volontà di contribuire alla ricostruzione giuridica e istituzionale del Paese nel nuovo quadro repubblicano. Il materiale conservato nel fondo documenta inoltre l’interesse diretto di Vallino per la fase costituente e per l’elaborazione del nuovo ordinamento democratico. Nel 1946 gli venne consegnato dal CLN l'Attestato di Civica Benemerenza (Ambrogino d'Oro) per il lavoro svolto durante la liberazione e nella fase immediatamente successiva.7

Fonti e riferimenti

  1. TV-RES-0011 — Lettera a "Italia Libera".
  2. TV-DOP-0021 — Tessera del Partito d'Azione.
  3. TV-RES-0045 — Tessera CLNAI, 1945.
  4. Schede detenuti San Vittore, 1944
  5. TV-RES-0010 — Dimissioni di Vallino.
  6. Quando cessarono gli spari — Giovanni Pesce.
  7. TV-DOP-0046 — Attestato di civica benemerenza.

Altre Fonti