Percorsi
La Concentrazione Democratica Repubblicana
Documenti legati alla presenza della Concentrazione Democratica Repubblicana nelle elezioni del 1946, con particolare attenzione alla circoscrizione Milano-Pavia. Il percorso racconta il passaggio dall’antifascismo resistenziale alla partecipazione politica nel nuovo quadro democratico repubblicano.
Dall’azionismo alla Repubblica
Nel febbraio 1946 il Partito d’Azione attraversò una crisi decisiva. Una parte della componente repubblicana e democratica, legata a Ferruccio Parri e Ugo La Malfa, lasciò il partito e diede vita alla Concentrazione Democratica Repubblicana, formazione nata in vista delle elezioni per l’Assemblea Costituente.
La CDR cercò di raccogliere l’eredità politica dell’azionismo non socialista, del repubblicanesimo democratico e di una parte del liberalismo progressista. La sua vicenda fu breve, ma significativa: rappresentò il tentativo di dare una forma elettorale autonoma a un’area politica che aveva avuto un ruolo importante nell’antifascismo e nella Resistenza, ma che faticava a trovare spazio nel nuovo sistema dei grandi partiti di massa.
La campagna del 2 giugno 1946
Le elezioni del 2 giugno 1946 rappresentarono un passaggio decisivo: gli italiani furono chiamati contemporaneamente a scegliere tra monarchia e repubblica e a eleggere l’Assemblea Costituente. In questo contesto la Concentrazione Democratica Repubblicana si presentò come una forza nettamente repubblicana, legata alla cultura politica dell’antifascismo democratico.
I documenti conservati nel Fondo mostrano la dimensione concreta di quella campagna: manifesti, volantini, elenchi di candidati, appelli contro la monarchia e prospetti di risultati elettorali. Non si tratta soltanto di propaganda: sono materiali che restituiscono il clima politico del dopoguerra, quando la scelta istituzionale e la costruzione della nuova rappresentanza democratica erano ancora questioni aperte e combattute.
La circoscrizione Milano-Pavia e Tullio Vallino
Nella circoscrizione Milano-Pavia la lista della Concentrazione Democratica Repubblicana era guidata da Ferruccio Parri e comprendeva anche Tullio Vallino. La presenza di Vallino nella lista colloca la sua figura dentro una rete politica composta da esponenti dell’area azionista, repubblicana e liberalsocialista milanese.
Per Vallino, già legato al Partito d’Azione e attivo nella prima amministrazione comunale milanese dopo la Liberazione, la candidatura nella CDR rappresenta una continuità politica: dalla lotta antifascista alla ricostruzione democratica, dalla dimensione municipale alla partecipazione al primo grande voto nazionale dell’Italia liberata.
Una sconfitta elettorale, non una traccia marginale
Il risultato elettorale della Concentrazione Democratica Repubblicana fu limitato e la formazione ebbe vita breve. Tuttavia, la sua importanza non coincide soltanto con il numero dei voti ottenuti. La CDR permette di osservare un momento di passaggio: la dispersione dell’esperienza azionista, la ricerca di uno spazio politico repubblicano e democratico, il rapporto tra Resistenza e nuova rappresentanza istituzionale.
I documenti conservati nel Fondo Tullio Vallino sono quindi preziosi non perché raccontano un grande partito di massa, ma perché illuminano una componente politica minoritaria che partecipò alla nascita della Repubblica e alla definizione del nuovo quadro democratico.