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TV-RES-0024 — Lettera da San Vittore

Lettera inviata da Tullio Vallino alla moglie Marina Martinengo Cesaresco durante la prigionia a San Vittore.

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TV-RES-0024

Trascrizione

Mia cara ho avuto le tue notizie sono lieto di saperti serena. La mia nuova sistemazione mi ha riportato nel consorzio civile e sto benissimo, fra buoni amici coi quali divido in perfetta fraternità queste giornate, che spero non si prolungano troppo, ma che certo saranno indimenticabili. Non ho ancora subito l'interrogatorio ufficiale e sarà bene che l'intervento di Carlo si concreti prima, tanto più che per il 13 si prevede una partenza per il Nord. Fagli presente che la cosa sarà molto interessante per lui essendo con un amico di Busto, che ha una influenza decisiva nel suo ambiente. Non so se tu hai ricevuto la mia precedente lettera. In ogni modo fammi tenere qualche migliaio di lire a mezzo Lol. [?] o altrimenti e un po' di viveri voluttuari (biscotti, marmellata solida, sigarette, te e zucchero) in modo che possa concorrere alla squisita ospitalità dei compagni. Come vedi, abbiamo delle preoccupazioni frivole, dopo le giornate nere della segregazione. Se per caso l'interessamento di Carlo non ti sembra pronto ed efficace, tenta un'altra strada, sempre nei pressi di via S. Margherita. Scusami se abuso di te, ma si tratta di arrivare in tempo, dato che la possibilità esiste. Ricordami agli amici, anche indirettamente; tranquillizzali per quanto li riguarda. Sono assolutamente sicuro di me e delle mie reazioni nervose; si tengano in contatto con gli ex lerrigiro [?] per eventuale intervento collettivo. Rassicurami che non vi è stato nessuno in casa e che lo studio è aperto. Comunque la massima cautela! Spero che i bambini siano tranquilli e non vorrei che pensassero il peggio. Non ho nessuna intenzione di essere immortalato come martire! Quando ci rivedremo, mi ritroverai arricchito di una nuova grande esperienza. Per ora tutto il mio affetto e i miei saluti a tutti. Tuo Tullio P.S. [...]

Nota di contesto

La lettera è un messaggio di rassicurazione e insieme di istruzioni pratiche inviato da Tullio Vallino alla moglie dopo un cambiamento delle sue condizioni di detenzione. Vallino scrive di essere passato dalla segregazione (probabilmente da una condizione di isolamento) a una sistemazione condivisa con altri detenuti, descritta in termini più sereni e fraterni, pur restando in attesa dell’interrogatorio ufficiale. Nel testo insiste sull’urgenza di un intervento da parte di un certo Carlo, da attivare prima di una possibile partenza per i campi di concentramento, e suggerisce anche una strada alternativa da tentare nei pressi di via Santa Margherita (allora sede del comando militare tedesco e delle SS). Accanto a questi elementi compaiono richieste molto concrete: l’invio di denaro e di generi di conforto, necessari sia per lo stesso Vallino sia per contribuire alla vita comune con i compagni. La lettera contiene inoltre indicazioni per rassicurare amici e familiari, mantenere la massima cautela, verificare che in casa non vi siano stati controlli e che lo studio sia aperto. Nel complesso, il documento unisce notizie sulle condizioni del mittente, preoccupazioni per l’evoluzione immediata della sua situazione e un tono affettuoso ma lucido, che cerca di rassicurare la famiglia senza nascondere la gravità del momento.