Trascrizione
[nota a margine: "P.C."]
RAFFAELLO GIOLLI - prof. di storia dell'Arte e giornalista. nato ad Alessandria 1889 - di fu Gaetano ed Emilia Viotti
Arrestato a Milano il 14 settembre 1944 - internato a Bolzano il 23 settembre e tradotto in Germania, pare diretto nei pressi di Insbruk il 10 novembre -
N° di matricola 5453
[nota a margine: "P.D.A."]
LEPETIT ROBERTO - fu Emilio nato il 29 agosto 1906 - industriale - Dal 29 settembre 1944, giorno dell'arresto, al 17 ottobre 1944 è stato trattenuto alle carceri di S. Vittore di Milano. - Nella notte fra il 17 e il 18 ottobre è stato trasferito da Milano al campo di concentramento di Bolzano. Da Bolzano è stato inviato il 18 novembre 1944 in Germania, e da allora mancano sue notizie.
Secondo voci giunte alla famiglia, sembra che in un primo tempo si trovasse ad Erfurt come lavoratore in una fabbrica I.G. Farben industrie - Poi sarebbe stato trasferito al Campo di Concentramento di Worgl presso Insbruk-
Ma non si possiede alcuna notizia esatta al riguardo.
[nota a margine: "P.S."]
GIUSEPPE PAGANO POGATSCHNIC - Architetto
Nato a Parenzo il 9-8-1896 da fu Antoni e fu Giovanna Cernivan
Arrestato il 5 settembre 1944 dalla banda Cok partito per Bolzano il 23 ottobre e per Insbruk il 18 novembre
ANTONIO MANZINI -
Nato a Genova - arrestato a Biella - trasferito a Bolzano il 16 ottobre ed a Insbruk il 10 novembre
[ fine della prima pagina – inizio del retro ]
[nota a margine: "P.D.A."]
AVV. ALESSANDRO NARDUCCI - fu Giuseppe e Teresa Bianchi nato a Napoli il 22/1/1908
arrestato dalla banda Cok partito per Bolzano il 23 ottobre e per Insbruk il 18 novembre.
GIOVANNI CIMA - fu Enrico di Edvilda Marelli
nato il 13 ottobre 1913 a Milano
Arrivato l'11 giugno inviato a Bolzano poi internato -
N° di matricola 3953 - blocco 4
Nota di contesto
Foglio dattiloscritto recante in alto l’intestazione “Promemoria”, contenente un elenco nominativo di deportati politici suddivisi per appartenenza partitica indicata a margine (P.C. = Partito Comunista, P.D.A. = Partito d'Azione, P.S. = Partito Socialista). Per ciascun nominativo sono riportati, con diverso grado di precisione, dati anagrafici, professione, circostanze dell’arresto, passaggi per il carcere di San Vittore e per il campo di Bolzano, successive destinazioni verso la Germania o l’area di Innsbruck, nonché in alcuni casi numero di matricola e ulteriori notizie raccolte dalle famiglie. Il documento ha l’aspetto di una nota interna di lavoro, redatta a fini informativi o di monitoraggio, verosimilmente in ambiente resistenziale o politico, per seguire la sorte di arrestati e deportati legati all’antifascismo milanese.